Un sogno di solidarietà di nome LISA

Ti aiuto perché è giusto”.

Ecco, non è la propensione di tutti. Anzi, se non è una vocazione, è proprio difficile educare con una simile “legge morale”.

In fondo che ti costa? Al massimo 1 euro al giorno”.

Mh… no, funziona poco. O meglio, se funziona c’è una data di scadenza bella grande sul tappo.

La morale non ha mai avuto la meglio sui cambiamenti a lungo termine. Ci rimane sempre quel tarlo che ci spinge a cambiare direzione, per ribellione al sistema, per impotenza, per stanchezza.

Eppure… è vero che basterebbe poco.

Ma quante volte sentiamo parlare di solidarietà come un dovere?

Quante volte la associamo alla mera elemosina?

Ci sentiamo buoni quando facciamo del bene, ci sentiamo utili quando doniamo. Ma ci siamo mai chiesti per CHI lo stiamo facendo?

Forse il più delle volte, involontariamente, neanche facciamo una distinzione, perché tanto pensiamo che nella tragedia sono tutti uguali, perché siamo “tempestati” di immagini e filmati che fanno a gara a chi è più atroce.

Ci stanno abituando all’atrocità e disabituando alla conoscenza.

Il progetto LISA è nato per trasformare il presupposto della propensione all’aiuto: non più (solo) perché “è giusto” ma “perché SEI TU”.

La nostra Lisa è una ragazzina dai capelli rossi, impavida e vivace che va in giro per il mondo a conoscere persone nuove, bisognose di aiuto, persone di cui vuole toccare l’anima, condividere esperienze, ricordi, imparare quello che non sa e portare con sé un po’ di ognuno di loro.

Lisa è la protagonista della storia, ma soprattutto è un acronimo che sta per “Libri per un’Istruzione Solidale e Accogliente”. Il progetto LISA è volto a sostenere l’istruzione di bambini e ragazzi nei Paesi in via di sviluppo, proponendo un’altra concezione della solidarietà: quella che prima ancora di una condizione pone le persone al centro, quella che crea ponti attraverso libri solidali.

Chi è il ragazzo che porta secchi pieni d’acqua? Cosa pensa quel bambino che sorride tenendo una matita in mano?  

Il progetto LISA è stato pensato proprio per rispondere a queste domande, prima ancora di arrivare a una raccolta fondi.

LISA si pone come obiettivo primario quello di porre al centro l’identità di questi ragazzi, chi sono davvero, cosa pensano, cosa sperano, cosa sognano. Per non dimenticare che dietro una condizione c’è sempre QUALCUNO, una persona che ha desideri, paure, aspettative, fantasie esattamente come tutti.

Tutti hanno una storia da raccontare, tutti hanno bisogno di ascoltare e, volenti o nolenti, tutti ci aspettiamo di ricavare qualcosa da qualcuna di queste storie, perché la vita è un viaggio e TUTTI, ricchi e poveri, siamo alla ricerca di una connessione.

Per questo leggiamo, per questo compriamo libri, alcuni anche in maniera spasmodica, ed è proprio questo che crea un ponte tra le persone. Raccontare, ascoltare, conoscere, perché il potere delle storie è immenso e noi di SelkInk vogliamo puntare su questo… sul fatto che voi che ascoltate vi lascerete influenzare da queste storie, che contribuirete a continuare questa catena di conoscenza che inevitabilmente creerà un ponte. Un ponte chiamato SOLIDARIETÀ.

Si può essere solidali in tanti modi, noi abbiamo trovato il nostro, che non spacciamo come il migliore che esista, perché ognuno deve sentirsi libero di scegliere il suo.

Quello che possiamo fare è mettere in risalto i punti di forza del progetto per portarvi dalla nostra parte:

  • Bambini e ragazzi dei Paesi in via di sviluppo avranno la possibilità di raccontare le loro storie di vita, valorizzando sé stessi e il loro mondo
  • Sensibilizzare i piccoli lettori alle storie di questi bambini e ragazzi, proponendo una lettura d’intrattenimento, anche in lingua originale, arricchita con illustrazioni e contenuti multimediali
  • Contribuire al sostegno dell’istruzione dei nostri piccoli autori con l’acquisto di una o più copie del libro
  • Dare luce all’instancabile operato di associazioni solidali che toccano con mano le realtà di un mondo che a noi viene soltanto filtrato dai media
  • Arrivare a considerare la solidarietà come una forma di amicizia, un desiderio di scoperta, di conoscenza e non un dovere morale. In fondo si è arrivati a conoscere le persone tramite social e apposite app, perché non farlo anche attraverso un libro? E di certo, le storie dentro quest’ultimo non le troverete su un post di Instagram
  • E in ultimo, meno importante ma in qualche modo rilevante, sostenere la piccola imprenditoria editoriale, che, nonostante la crisi perenne in cui viviamo, cerca di resistere con ostinazione ed entusiasmo, seminando sempre di più, sognando a occhi aperti di cogliere un giorno dei frutti maturi di cui godere quando passerà il tempo della semina.

Noi ce la mettiamo tutta, ma come per ogni catena che si rispetti non arriverà lontano se non c’è qualcuno disposto ad ascoltare e a “passare il favore”.

Prendetevi un momento, leggete queste storie, lasciatevi contagiare… e costruiamo INSIEME questo ponte.

Guarda il primo video del progetto

Per saperne di più:

  • Visita la pagina del progetto LISA
  • Partecipa alla raccolta fondi
  • Acquista i libri della collana solidale

Sharing is caring

Tanti anni fa un mio amico mi scrisse su un biglietto: “Sharing is caring“.

La trovai una bella frase, con un fondo di verità, ma ogni volta che la leggevo mi lasciava sempre un po’ appesa, perché mi veniva automatico pensare che, al contrario, ogni uomo è un’isola. E lo credo ancora, ma ad oggi, credo anche che le due cose non siano così incompatibili e forse bisogna raggiungere quel punto della vita in cui si è capaci di trovare il giusto posto alle parole. Un posto che è diverso per ognuno e che nessuno può creare al posto tuo. Si deve essere pronti a trovarlo… e ad abitarlo.

Continua a leggere “Sharing is caring”

Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico

Questo è un libro dove il tempo e lo spazio sono sospesi.

Non c’è un’epoca o un luogo preciso da dove iniziare a raccontare. La storia comincia da un ricordo e finisce sbiadendosi in altri ricordi. Tuttavia non è un libro sui tempi andati o sui rimpianti. No. In questa storia, presente e passato si rincorrono inciampando l’uno nell’altro come bambini ai primi passi e ognuno si riflette nell’altro cercando se stesso. Ma non sempre si ha il tempo di distinguerne l’identità, perché a narrare la storia è un anziano signore, che, dall’inizio alla fine rimane in trance davanti al davanzale della sua finestra a guardare fuori un paesaggio che cambia dal giorno alla notte e si sa… gli anni di una vita sono un bagaglio intenso da rivisitare e per un anziano il tempo è un bambino dispettoso che sceglie liberamente se andare avanti o indietro. Continua a leggere “Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico”

Bonsai – Lentamente… Eppur si muove

Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo.

(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)

 

L’ho sempre pensato, anche se vederle realizzare è un’altra cosa.

E non so se capita a tutti o solo alle persone come me, che preferiscono raccogliere la luce dall’ombra, ma mi ci vuole sempre un po’ per capacitarmi di cose belle come questa. Come se non l’avessi voluta io, come se Bonsai non fosse nato da me.

Eppur si muove. Continua a leggere “Bonsai – Lentamente… Eppur si muove”

“Albero: esplosione lenta di un seme”

“Albero: esplosione lenta di un seme”.

Così Munari definiva un albero. E così è stato con il mio Bonsai.

Era già dentro di me chissà da quanto, poi un tardo pomeriggio di settembre è venuto alla luce esplodendo lentamente. Per me è qualcosa di più di un libro.

È un percorso di crescita, una metafora gentile che vuole celebrare il coraggio, l’empatia, l’accettazione e la potenza trascinatrice dell’immaginazione. Continua a leggere ““Albero: esplosione lenta di un seme””

Bonsai. Celebrazione della perfezione imperfetta

Penny ha 7 anni ed è alta 70 cm.
Da qualche parte dentro di sé, lei sa di essere speciale, di essere un dono, ma non si sente all’altezza del mondo reale, perché è costretta a giustificare il suo aspetto, perché i compagni di classe la prendono in giro, perché vive in una realtà in cui “essere all’altezza” vuol dire anche riuscire a toccarla, senza bisogno di stare sulle punte. Ma essere all’altezza è davvero una questione di centimetri?
Chiedetelo a un bonsai. Smetterete di vedere il mondo allo stesso modo. Continua a leggere “Bonsai. Celebrazione della perfezione imperfetta”

Quando sarai grande

 

Dovrei dirti che rimpiangerai l’essere piccola. Che l’innocenza di quei giorni non tornerà con quell’intensità, se non sparirà del tutto.

Dovrei dirti di godere del presente, perché quando si cresce impari a contare i giorni e il futuro non è poi così un’incognita.

Dovrei dirti che è sbagliato aver fretta di crescere, perché in quei giorni in cui credevi che tutto il tuo mondo fosse rinchiuso nella tua stanza in realtà il tempo ha continuato a scorrere, traditore, facendoti credere che si fosse fermato per te. Continua a leggere “Quando sarai grande”

Anatomia di un sogno

 

Sono tornata.

 

Trascino le caviglie tra le ultime piaghe di questo mare nero, che bramoso e silente attendeva inquieto il mio ritorno.

Lo sguardo annega in un vuoto d’aria. Non oso distoglierlo. Non voglio. Non posso. So che cosa mi aspetta se lo facessi e non voglio andarmene da qui. Continua a leggere “Anatomia di un sogno”