Gennaio non è solo un mese.
È una soglia.
A scuola, più che altrove, gennaio è un tempo sospeso: si rientra in aula con il corpo ancora altrove e con le emozioni che arrivano sempre qualche passo dopo. È il mese dei bilanci silenziosi, di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere. Ed è proprio qui che l’empatia smette di essere una parola gentile e diventa una competenza necessaria.
“La vulnerabilità non è vincere o perdere, è avere il coraggio di presentarsi quando non si può controllare l’esito.”
— Brené Brown
Ripartire insieme significa riconoscere che ogni bambino (e ogni insegnante) rientra a scuola con una storia invisibile sulle spalle. L’empatia, allora, non è un gesto straordinario: è una postura quotidiana, una bussola che orienta le scelte educative quando le risposte non sono immediate.
Leggere il clima emotivo: ascoltare prima di agire
Nel progetto Vitamina Scuola, il primo passo non è mai “fare”, ma osservare.
I questionari sul benessere e sull’empatia in classe non servono a classificare, ma a prendere temperatura: come ci sentiamo insieme? Chi si sente visto? Chi resta in silenzio?
Gennaio è il momento ideale per questo ascolto strutturato, perché non chiede accelerazioni, ma attenzione. I dati raccolti diventano narrazione collettiva, non giudizio. Raccontano una classe che è un organismo vivo, in continuo movimento.
“Guardare non è vedere. Vedere è un atto di scelta.”
— Bruno Munari
Munari ci insegna che cambiare punto di vista cambia il mondo che osserviamo. Applicato alla scuola, significa smettere di chiederci “cosa non funziona?” e iniziare a domandarci “cosa sta cercando di dirci questa classe?”
L’empatia come pratica condivisa, non come talento individuale
Spesso si pensa all’empatia come a una dote personale. In realtà, è una competenza che si allena, soprattutto quando viene resa visibile, nominata, praticata insieme.
Nel laboratorio Vitamina Scuola, i questionari diventano il punto di partenza per costruire obiettivi emotivi condivisi:
- imparare a chiedere aiuto,
- riconoscere le emozioni difficili,
- creare spazi sicuri di parola.
Non sono obiettivi “in più”, ma fondamenta. Perché senza sicurezza emotiva non c’è apprendimento profondo.
“Le domande sono più importanti delle risposte, perché aprono possibilità.”
— Gianni Rodari
Rodari ci ricorda che l’educazione non è trasmissione, ma esplorazione. Le domande aperte, soprattutto a gennaio, aiutano i bambini a rientrare nel gruppo senza forzature: Come stai tornando? Cosa ti serve? Cosa possiamo fare meglio insieme?
Ripartire non è ricominciare da zero
C’è una narrazione tossica del “nuovo inizio” che pretende entusiasmo immediato, slancio, energia. Ma la scuola reale è fatta di ritorni lenti, di stanchezze non dette, di emozioni che faticano a trovare parole.
Ripartire insieme significa non cancellare ciò che c’è stato, ma dargli un senso. I questionari sul benessere diventano allora strumenti di continuità: tengono memoria, restituiscono valore, legittimano vissuti.
“La cura è un fatto politico.”
— Michela Murgia
Prendersi cura del clima emotivo di una classe è un atto politico nel senso più alto: significa affermare che ogni voce conta, che il benessere non è un premio ma un diritto.
L’insegnante come parte del processo empatico
In Vitamina Scuola l’insegnante non è mai esterno al percorso. Anche per lui o lei gennaio è un tempo di bilancio: Cosa mi ha pesato? Cosa ha funzionato? Dove mi sono sentita sola?
L’empatia non chiede perfezione, ma presenza autentica.
Mostrarsi umani, nominare la fatica, condividere il processo — questo crea comunità.
“Le relazioni si costruiscono nello spazio tra le parole.”
— Laura Imai Messina
Quello spazio, a scuola, può diventare un luogo abitabile solo se viene protetto, coltivato, riconosciuto come essenziale.
Una bussola per il resto dell’anno
Gennaio non risolve tutto.
Ma può orientare.
Ripartire dall’empatia significa decidere che l’apprendimento non è separabile dal benessere, che l’inclusione non è un progetto a margine, ma il centro. Significa accettare che educare è un atto relazionale, fragile e potentissimo insieme.
Vitamina Scuola nasce proprio da qui: dall’idea che l’empatia non sia un lusso, ma una competenza educativa fondamentale, da allenare con strumenti concreti, parole giuste e tempo condiviso.

👉 Per approfondire il laboratorio, i questionari e le attività di Vitamina Scuola, visita la pagina del progetto e scopri come portare questo approccio nella tua classe.
Bell’articolo, complimenti Denise.
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