About

Sono autrice, graphic designer, desktop publisher e project manager editoriale, ma mi piace considerarmi un artigiano dei libri.
La fantasia è il karma della mia vita e trovare nuove dimensioni creative è il sentiero che scelgo in ogni esperienza.

Amo la concretezza e il valore dell’intangibilità, forme diverse dalla perfetta sintonia che convivono in ogni mio progetto.
Difendo e apprezzo il valore dell’esperienza, non come punto di arrivo, ma come un sorprendente itinerario di apprendimento.

Dal 2009 lavoro nel campo della grafica editoriale e credo che l’amore che ho sempre avuto per i libri mi abbia aiutato nei miei orientamenti creativi, perché considero la letteratura qualcosa di profondamente vivo che merita il giusto volto per ognuna delle sue storie.

Sono stata curatrice della collana «Il calamaio d’oro» di Arbor Sapientiae Editore, incentrata sulla storia dell’illustrazione e della grafica editoriale (guarda le mie pubblicazioni).

Ho un rapporto simbiotico con il disegno, amo l’arte, l’animazione, la pittura, per me forme di vita allo stato puro, che mi suggeriscono sempre un motivo in più per fare ciò che faccio e crederci ciecamente.

A dicembre 2020 ho fondato con Daniela Baranello lo studio editoriale SelkInk, una piccola realtà digitale di servizi editoriali, offerti da liberi professionisti, volta a valorizzare il potere delle storie, il mondo editoriale e anche i talenti che scelgono di far parte di questo gruppo di lavoro.

Con SelkInk sto portando avanti anche un progetto solidale di nome LISA (acronimo di “Libri per un’istruzione solidale e accogliente), volto a favorire l’istruzione dei bambini dei paesi in via di sviluppo tramite la collaborazione con associazioni solidali. 

Amo il mio lavoro.

Se dovessi descrivermi con due aggettivi, la scelta ricadrebbe senza dubbio su questi due: empatica e fedele.

L’empatia mi consente di comprendere lo spirito di un progetto e di chi c’è dietro, così da portarmi al raggiungimento degli obiettivi e al miglioramento delle mie capacità, perché per me è più importante essere appassionati che avere tutte le risposte pronte. La competenza si acquisisce, l’empatia è innata. 

E poi la fedeltà. In realtà anche quella è innata, ma potrei motivarla con l’attitudine ad innamorarmi dei progetti in cui credo, che inevitabilmente li sento un po’ miei anche se non lo sono, e questo mi porta a dare una totale devozione a chi sceglie di fidarsi della mia visione e delle mie capacità.

Quando ci si sceglie per una collaborazione non è poi così diverso da come accade nella vita. Nel lavoro ciò che separa le persone è solo una “divisa”, ma in realtà cerchiamo tutti la stessa cosa: quella speciale affinità elettiva che stabilisce connessioni e costruisce fiducia.


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