Aprile è il mese in cui la primavera smette di promettere e inizia a mantenere. I germogli non chiedono il permesso: spuntano. È un mese che parla di presenza, di spazio condiviso, di convivenza tra differenze.
A scuola, aprile è il tempo giusto per fare una domanda scomoda e necessaria: chi resta ai margini quando nessuno guarda?
Perché l’inclusione non è uno slogan, né un progetto da inserire nel PTOF. È una pratica quotidiana, fatta di gesti minimi e decisioni continue. È scegliere ogni giorno se qualcuno resta fuori o se, invece, trova posto.
“Il grado di civiltà di una comunità si misura dalla sua capacità di includere”
scrive Edgar Morin. A scuola, questa misura è visibile, concreta, immediata.
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