Ci sono appuntamenti che segnano un percorso e che meritano di essere condivisi. Per questo sono felice di annunciare che dal 14 al 17 luglio 2026 presenterò a Villa Altieri, storica sede della Città Metropolitana di Roma Capitale, due esposizioni che raccontano il cuore della mia ricerca artistica: la Mostra immersiva “InMe” e “Selvatica”.
Continua a leggere “Dal 14 al 17 luglio a Villa Altieri le mie mostre “InMe” e “Selvatica””Autore: denisesarrecchia
LUGLIO. Prendersi cura: empatia oltre la scuola
Luglio arriva come una distensione.
Le sveglie tacciono, i calendari si svuotano, il tempo si allarga. Ma l’empatia – quella no – non va in vacanza. Cambia forma. Cambia ritmo. Si sposta.
Continua a leggere “LUGLIO. Prendersi cura: empatia oltre la scuola”Prendersi cura è un atto quotidiano, non un evento straordinario.
— Nel Noddings, filosofa dell’educazione e teorica della ethics of care
GIUGNO. Salutarsi bene: empatia nei momenti di passaggio
Giugno non chiude soltanto l’anno scolastico.
Giugno apre. Anche quando sembra una fine.
Nelle classi ci sono banchi che si svuotano, cartelloni che si staccano dai muri, agende che smettono di essere consultate. Ma sotto la superficie ordinata del congedo, si muove un’onda più profonda: quella dei legami che cambiano forma.
Continua a leggere “GIUGNO. Salutarsi bene: empatia nei momenti di passaggio”Ogni fine è anche un atto di fiducia nel futuro.
— John O’Donohue
MAGGIO. Costruire una comunità di classe empatica
Maggio è il mese in cui le classi si guardano allo specchio.
Non più all’inizio, quando tutto è promessa, né alla fine, quando tutto è bilancio. Maggio sta nel mezzo: è il tempo del noi. Di quello che siamo diventati insieme.
«Nessuno cresce da solo. Cresciamo sempre in relazione a qualcuno.»
— Michela Murgia
Nelle aule l’aria cambia. I gruppi si sono formati, le alleanze sono emerse, i silenzi hanno preso forma. C’è chi ha trovato posto e chi ancora lo cerca. È qui, adesso, che la scuola può scegliere: limitarsi a tenere insieme o iniziare davvero a costruire una comunità.
Continua a leggere “MAGGIO. Costruire una comunità di classe empatica”«Selvatica». La nuova serie artistica sul “battito animale”
In occasione della Giornata Mondiale del Disegno, ho deciso di inaugurare la mia nuova serie artistica prodotta negli ultimi due mesi.
Si chiama Selvatica.
È una serie di disegni e accanto, brevi pensieri intimi.
Uno scrigno di luce arrivato dopo un ingombrante silenzio.
Continua a leggere “«Selvatica». La nuova serie artistica sul “battito animale””«Non esiste trasformazione senza fatica. Sappiamo di dover bruciare fino in fondo, e poi sederci sulle ceneri di colei che un tempo pensavamo di essere e ricominciare da lì».
Donne che corrono coi lupi
APRILE. Nessuno resta fuori: inclusione come pratica quotidiana
Aprile è il mese in cui la primavera smette di promettere e inizia a mantenere. I germogli non chiedono il permesso: spuntano. È un mese che parla di presenza, di spazio condiviso, di convivenza tra differenze.
A scuola, aprile è il tempo giusto per fare una domanda scomoda e necessaria: chi resta ai margini quando nessuno guarda?
Perché l’inclusione non è uno slogan, né un progetto da inserire nel PTOF. È una pratica quotidiana, fatta di gesti minimi e decisioni continue. È scegliere ogni giorno se qualcuno resta fuori o se, invece, trova posto.
“Il grado di civiltà di una comunità si misura dalla sua capacità di includere”
scrive Edgar Morin. A scuola, questa misura è visibile, concreta, immediata.
Continua a leggere “APRILE. Nessuno resta fuori: inclusione come pratica quotidiana”MARZO. Ascoltare prima di parlare: educare alla consapevolezza emotiva
Marzo è il mese in cui qualcosa si muove, anche quando non si vede ancora. La luce cambia inclinazione, l’aria si fa meno rigida, la terra lavora in silenzio. È un tempo di risveglio, ma non di rumore. Prima di fiorire, la natura ascolta.
A scuola, marzo è una soglia simile. È il momento in cui diventa urgente fermarsi e chiedersi: sappiamo ancora ascoltare?
Non solo le parole, ma ciò che le precede. Le emozioni. I segnali del corpo. I silenzi.
“Gentili si diventa”: il nuovo progetto su Bonsai
Ci sono parole che scegli e parole che ti scelgono.
Gentili si diventa, pubblicato da Gemma Edizioni, appartiene a entrambe le categorie.
Quando ho iniziato a lavorare a questo opuscolo educativo pensato per bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni, insegnanti ed educatori, sapevo che non sarebbe stato solo un progetto editoriale. Sarebbe stato un gesto. Una presa di posizione. Un modo concreto per abitare, ancora una volta, un tema che mi attraversa da tempo: il bullismo, le sue ombre, le sue conseguenze silenziose.
Continua a leggere: “Gentili si diventa”: il nuovo progetto su BonsaiIl progetto, proposto da Gemma Edizioni, nasce all’interno della collana Intessere, una serie di opuscoli dedicati a temi importanti e necessari, di cui questo è il primo volume e la cui prefazione è stata a cura della Dott.ssa Alessandra Schietroma.

Chi conosce i miei progetti e i miei articoli sull’empatia e l’inclusione sa quanto io sia sensibile a questo tema. Non per moda, non per slogan. Per convinzione. Perché ho imparato che le parole possono ferire, ma possono anche salvare. E che spesso la differenza la fa qualcuno che decide di insegnare a usarle meglio.
Questo opuscolo nasce da Bonsai, che ho scritto e illustrato. La storia di Penny diventa il punto di partenza per un percorso più ampio: uno spazio sicuro in cui riconoscere le emozioni, dare loro un nome, attraversarle senza vergogna.
Le attività le ho pensate come strumenti concreti: esercizi di scrittura, disegno, questionari, momenti di riflessione che permettano di distinguere tra apparenza e vissuto interiore, di comprendere l’impatto delle parole, di rendere visibili i bisogni senza esporre chi li prova. Ho lavorato anche alla grafica e all’impaginazione, perché credo che la forma non sia mai neutra: uno spazio ordinato, accogliente, leggibile è già un modo per dire “qui sei al sicuro”.
Ho collaborato ai contenuti con un’idea precisa: non basta dire ai ragazzi di essere gentili. Bisogna offrire loro gli strumenti per diventarlo (oltre a dare il buon esempio, ovviamente). E bisogna dirlo anche agli adulti.
Ho scelto con convinzione questo titolo: Gentili si diventa. Perché troppo spesso sento giustificare l’asprezza con un’alzata di spalle: “Io sono così”. Come se l’irrispettosità fosse un tratto identitario intoccabile. Io credo fermamente il contrario. Credo che la gentilezza sia, sì, un valore che alcuni sembrano avere in modo naturale, ma anche una competenza che si può apprendere, allenare, rafforzare. Come si impara a leggere, a scrivere, a stare al mondo.
Contrastare il bullismo dentro e fuori dalla scuola significa lavorare sull’autostima, sul senso di appartenenza, sulla capacità di chiedere aiuto. Significa dire a un bambino che non è solo. Che non è sbagliato. Che il suo modo di essere non è un errore da correggere.
Sono fiera di aver collaborato a questo progetto. Non solo per il risultato editoriale, ma per l’intenzione che lo sostiene. In un tempo in cui l’aggressività viene spesso scambiata per autenticità, scegliere la gentilezza è un atto radicale.
E se è vero che non possiamo proteggere i ragazzi da ogni ferita, possiamo almeno insegnare loro che hanno diritto a essere trattati con rispetto. Possiamo mostrare che esiste un’alternativa alla durezza. Possiamo ricordare – prima a noi stessi, poi a loro – che diventare gentili non è debolezza. È responsabilità.
Continua a leggere ““Gentili si diventa”: il nuovo progetto su Bonsai”FEBBRAIO. Educare alle relazioni: empatia come antidoto al conflitto
Febbraio è un mese di soglie. Sta nel mezzo, come certe conversazioni difficili che non si possono più rimandare. È il tempo in cui, a scuola, le relazioni mostrano le loro crepe: piccoli attriti che diventano fratture, parole non dette che si trasformano in gesti bruschi.
Ma febbraio è anche il mese che ci ricorda che i legami non nascono spontaneamente: si coltivano.
Educare alle relazioni, oggi, significa assumersi una responsabilità profonda. Vuol dire insegnare che stare insieme non è naturale, ma possibile. E che l’empatia non è un talento innato, bensì una competenza da apprendere.
Continua a leggere “FEBBRAIO. Educare alle relazioni: empatia come antidoto al conflitto”“Ogni relazione è un luogo di apprendimento, se accettiamo di restarci dentro abbastanza a lungo”. (Martin Buber)
GENNAIO. Ripartire insieme: l’empatia come bussola per il nuovo anno scolastico
Gennaio non è solo un mese.
È una soglia.
A scuola, più che altrove, gennaio è un tempo sospeso: si rientra in aula con il corpo ancora altrove e con le emozioni che arrivano sempre qualche passo dopo. È il mese dei bilanci silenziosi, di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere. Ed è proprio qui che l’empatia smette di essere una parola gentile e diventa una competenza necessaria.
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