SETTEMBRE. Accogliere è educare: empatia nei primi giorni di scuola

Settembre è una soglia.
Una porta che si riapre, un passo che si fa insieme, spesso con un po’ di timore. I primi giorni di scuola non sono mai neutri: portano con sé aspettative, memorie, domande non dette.

C’è chi entra con entusiasmo, chi con prudenza, chi con una stretta allo stomaco. Accogliere non significa solo dire “benvenuti”. Significa preparare uno spazio emotivo in cui ciascuno possa sentirsi legittimamente al suo posto.

L’educazione è un atto di accoglienza dell’altro così com’è.
Massimo Recalcati, psicoanalista e saggista

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“Selvatica” al Festival Arter.i.e.

Sabato 5 settembre 2026, al Festival Arter.i.e. (Montopoli di Sabina), dalle 21:00 alle 23:00, verranno esposte le opere della mostra Selvatica (già inaugurata a luglio 2026 a Villa Altieri, insieme alla mostra immersiva InMe, grazie al sostegno della Città Metropolitana di Roma Capitale).

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AGOSTO. Il valore del silenzio: educare all’ascolto profondo

Agosto è il mese che parla piano.
Le città rallentano, i rumori si diradano, il tempo sembra dilatarsi. È il mese in cui il silenzio non è assenza, ma spazio. Uno spazio raro, prezioso, spesso frainteso.

«Il silenzio non è vuoto. È pieno di risposte.»
Lao Tzu

In un mondo che chiede continuamente di dire, spiegare, produrre, agosto ci invita a fare il contrario: ascoltare. E l’ascolto profondo, prima ancora di essere una competenza, è un’esperienza da abitare.

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Dal 14 al 17 luglio a Villa Altieri le mie mostre “InMe” e “Selvatica”

Ci sono appuntamenti che segnano un percorso e che meritano di essere condivisi. Per questo sono felice di annunciare che dal 14 al 17 luglio 2026 presenterò a Villa Altieri, storica sede della Città Metropolitana di Roma Capitale, due esposizioni che raccontano il cuore della mia ricerca artistica: la Mostra immersiva “InMe” e “Selvatica”.

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LUGLIO. Prendersi cura: empatia oltre la scuola

Luglio arriva come una distensione.
Le sveglie tacciono, i calendari si svuotano, il tempo si allarga. Ma l’empatia – quella no – non va in vacanza. Cambia forma. Cambia ritmo. Si sposta.

Prendersi cura è un atto quotidiano, non un evento straordinario.
Nel Noddings, filosofa dell’educazione e teorica della ethics of care

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GIUGNO. Salutarsi bene: empatia nei momenti di passaggio

Giugno non chiude soltanto l’anno scolastico.
Giugno apre. Anche quando sembra una fine.

Nelle classi ci sono banchi che si svuotano, cartelloni che si staccano dai muri, agende che smettono di essere consultate. Ma sotto la superficie ordinata del congedo, si muove un’onda più profonda: quella dei legami che cambiano forma.

Ogni fine è anche un atto di fiducia nel futuro.
John O’Donohue

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MAGGIO. Costruire una comunità di classe empatica

Maggio è il mese in cui le classi si guardano allo specchio.
Non più all’inizio, quando tutto è promessa, né alla fine, quando tutto è bilancio. Maggio sta nel mezzo: è il tempo del noi. Di quello che siamo diventati insieme.

«Nessuno cresce da solo. Cresciamo sempre in relazione a qualcuno.»
Michela Murgia

Nelle aule l’aria cambia. I gruppi si sono formati, le alleanze sono emerse, i silenzi hanno preso forma. C’è chi ha trovato posto e chi ancora lo cerca. È qui, adesso, che la scuola può scegliere: limitarsi a tenere insieme o iniziare davvero a costruire una comunità.

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«Selvatica». La nuova serie artistica sul “battito animale”

In occasione della Giornata Mondiale del Disegno, ho deciso di inaugurare la mia nuova serie artistica prodotta negli ultimi due mesi.

Si chiama Selvatica.
È una serie di disegni e accanto, brevi pensieri intimi.
Uno scrigno di luce arrivato dopo un ingombrante silenzio.

«Non esiste trasformazione senza fatica. Sappiamo di dover bruciare fino in fondo, e poi sederci sulle ceneri di colei che un tempo pensavamo di essere e ricominciare da lì».
Donne che corrono coi lupi

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APRILE. Nessuno resta fuori: inclusione come pratica quotidiana

Aprile è il mese in cui la primavera smette di promettere e inizia a mantenere. I germogli non chiedono il permesso: spuntano. È un mese che parla di presenza, di spazio condiviso, di convivenza tra differenze.
A scuola, aprile è il tempo giusto per fare una domanda scomoda e necessaria: chi resta ai margini quando nessuno guarda?

Perché l’inclusione non è uno slogan, né un progetto da inserire nel PTOF. È una pratica quotidiana, fatta di gesti minimi e decisioni continue. È scegliere ogni giorno se qualcuno resta fuori o se, invece, trova posto.

“Il grado di civiltà di una comunità si misura dalla sua capacità di includere”

scrive Edgar Morin. A scuola, questa misura è visibile, concreta, immediata.

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MARZO. Ascoltare prima di parlare: educare alla consapevolezza emotiva

Marzo è il mese in cui qualcosa si muove, anche quando non si vede ancora. La luce cambia inclinazione, l’aria si fa meno rigida, la terra lavora in silenzio. È un tempo di risveglio, ma non di rumore. Prima di fiorire, la natura ascolta.

A scuola, marzo è una soglia simile. È il momento in cui diventa urgente fermarsi e chiedersi: sappiamo ancora ascoltare?
Non solo le parole, ma ciò che le precede. Le emozioni. I segnali del corpo. I silenzi.

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