Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico

Questo è un libro dove il tempo e lo spazio sono sospesi.

Non c’è un’epoca o un luogo preciso da dove iniziare a raccontare. La storia comincia da un ricordo e finisce sbiadendosi in altri ricordi. Tuttavia non è un libro sui tempi andati o sui rimpianti. No. In questa storia, presente e passato si rincorrono inciampando l’uno nell’altro come bambini ai primi passi e ognuno si riflette nell’altro cercando se stesso. Ma non sempre si ha il tempo di distinguerne l’identità, perché a narrare la storia è un anziano signore, che, dall’inizio alla fine rimane in trance davanti al davanzale della sua finestra a guardare fuori un paesaggio che cambia dal giorno alla notte e si sa… gli anni di una vita sono un bagaglio intenso da rivisitare e per un anziano il tempo è un bambino dispettoso che sceglie liberamente se andare avanti o indietro.

In questo libro, dove tempo e spazio si confondono, emergono tra valli verdi, cieli tersi e strade di campagna i due piccoli protagonisti. Due bambini, lui timido, riservato e sognatore e lei, Yuki, instancabile viaggiatrice, altruista e dal sorriso dolce e accogliente. Si incontrano la prima volta di fronte casa sua e trascorrono la giornata a guardare le nuvole cambiare forma. Si lasciano con la silenziosa promessa di non dimenticarsi e si rincontrano in un momento della vita in cui, per un crudele scherzo del destino, spazio e tempo si infrangono.

Ma neanche quello basterà a tenerli separati, perché l’amicizia, quella vera, non ha bisogno di un contesto temporale, di una precisa cornice spaziale, rifugge da qualsiasi baratto forzato e da ingabbianti ruoli volti a consumare quello che di buono c’è stato.

Già, i ruoli.

Tutti ne sappiamo qualcosa. E a prescindere da quello che siamo stati principalmente, chiunque è stato salvato e ha salvato qualcuno almeno una volta nella vita.

Avete mai pensato a cosa voglia dire essere perennemente i salvatori di qualcuno? E cosa accade se quel salvatore trascorre la sua vita a restituire agli altri la felicità perduta senza che gli altri si preoccupino a restituirne almeno un po’?

Per definizione un salvatore è un eroe, ma anche gli eroi sono esseri umani che hanno bisogno di ascolto e di luce condivisa. Non esiste un salvatore di luce in un cimitero di vivi.

La felicità non è scolpita nella pietra, è un vento caldo che dirigiamo con i nostri mulini consumati, con la forza che mettiamo nei sorrisi intrisi di pianto, con le maniche che ci rimbocchiamo anche quando vorremmo coprirci fino alla punta delle dita. E la felicità è proprio lì, dove meno ce lo aspettiamo, nell’ultimo posto dove la cercheremmo. Laddove sappiamo di essere stati felici, almeno una volta.

Questo libro non vuole essere una mappa dell’anima per trovare la felicità, anche perché in ognuno vi è un continente inesplorato di bagliori che solo lui può ritrovare dentro di sé. L’altro può solo aiutarlo a ricordare dove iniziare a cercare.

Fai pensieri felici non è solo una storia sulla vera amicizia e sull’altruismo. È soprattutto una storia che ci racconta l’altro lato della felicità, il prezzo che ogni “salvatore” deve pagare ogni volta che dona un po’ della sua felicità, un pezzo di sé che non gli viene restituito.

Ed è anche così che si finisce per invecchiare. Come chi vive di aspettative lasciandosi trasportare dalla scia degli eventi, anche chi vive intensamente e nel valore della condivisione dona quella preziosa intensità a chi pensa solo a prendere. Ed è un binomio che vediamo di continuo: nella famiglia, nell’amicizia, nell’amore, e spesso anche tra estranei.

Fortunatamente, da qualche parte dentro di noi, sappiamo essere entrambi: l’eroe e il bisognoso. Non c’è una vera distinzione perché non ci sono ruoli che le persone possono ricoprire per sempre, soprattutto NON CI DEVONO ESSERE.

La felicità è qualcosa di molto fragile se non viene trasmessa e condivisa. L’inconsapevolezza della luce che si sta “rubando” all’altro attraverso il proprio prepotente buio. È proprio questo il punto in cui avviene la rottura. Non è una questione di baratto emotivo, ma di gratitudine. La gratitudine che necessariamente ci rende consapevoli di ciò che l’altro sta facendo per noi, che si tratti di un’azione o del semplice ascolto.

Ed è questo il cuore della storia: saper restituire è essenziale quanto ricevere.

Quindi…

Continuate a cercare, cercate bene… e fate pensieri felici.

 

Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico…

Sant’Agostino

 

 

Info del libro:

Abstract:

Yuki è una bambina dalle origini misteriose che porta con sé un dono: quello di rendere felici le persone, soltanto ascoltando le loro storie. Ma la felicità ha un prezzo se non viene in parte restituita e Yuki sarà costretta a pagarlo. C’è solo una persona che può salvarla. Un bambino timido e taciturno che ama le lucciole e che fin da subito sente un profondo legame con Yuki.

È un racconto vestito da favola che narra una storia vera: quella di chi salva e di chi viene salvato e di come questi ruoli possano essere interscambiabili se solo si possiede l’altruismo e la consapevolezza per farlo. È una storia semplice: quella di chi dà, di chi prende e di chi restituisce. Una metafora fiabesca su un istinto antico: la ricerca della felicità.

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