Ci sono appuntamenti che segnano un percorso e che meritano di essere condivisi. Per questo sono felice di annunciare che dal 14 al 19 luglio 2026 presenterò a Villa Altieri, storica sede della Città Metropolitana di Roma Capitale, due esposizioni che raccontano il cuore della mia ricerca artistica: la Mostra immersiva “InMe” e “Selvatica”.

L’inaugurazione è in programma martedì 14 luglio alle ore 17:00 e sarà aperta dai saluti istituzionali di Tiziana Biolghini, Consigliera delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale, il cui impegno nel promuovere iniziative culturali continua a favorire la valorizzazione del patrimonio artistico e a offrire concrete opportunità di visibilità anche agli artisti emergenti.
Questa doppia esposizione nasce grazie al sostegno della Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha scelto di supportare il progetto riconoscendone il valore culturale e il potenziale di dialogo con il pubblico.
Esporre a Villa Altieri rappresenta per me un traguardo significativo e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. È l’occasione per presentare il mio lavoro in uno spazio di grande valore storico e culturale, all’interno di un’iniziativa che conferma quanto sia fondamentale sostenere la creatività contemporanea e offrire nuove opportunità agli artisti.
Invito tutti a partecipare all’inaugurazione del 14 luglio alle ore 17:00 e a visitare le mostre durante tutta la settimana, augurandomi di potervi offrire un’esperienza che possa lasciare qualcosa a ciascun visitatore.
Gli orari di Villa Altieri
Lun – Gio: 9.00-18:30;
Ven: 9.00-17.00
Sab – Dom: chiuso
Le personali
Mostra immersiva InMe

Otto donne. Otto sguardi. Otto mondi.
“InMe” è un viaggio immobile, una soglia attraversata a occhi chiusi, eppure vigili. È una raccolta di ritratti di donne sospese in uno spazio che non ha confini né tempo, ma che pulsa con l’intensità dell’attimo. Donne ritratte in uno stato di trance consapevole: occhi serrati che vedono oltre, occhi aperti che trapassano il visibile per arrivare al senso intimo e vibrante dell’esistere.
Ogni immagine è un frammento dell’invisibile, una rivelazione silenziosa che invita lo spettatore non a comprendere, ma a sentire. Non c’è una narrazione lineare, nessun inizio o conclusione: c’è solo l’eco dell’intimità che si fa corpo, sguardo, presenza. Ogni donna raffigurata è al contempo presenza e altrove, carne e visione, radice e vento.
La mostra si compone di otto disegni, ognuno dei quali accompagnato da un QR code. Attraverso l’ascolto di riflessioni intime, si è invitati a rallentare, a farsi attraversare dalle parole come da un sussurro che risuona nella pelle, nel cuore, nell’esperienza personale.
“InMe” non chiede risposte, ma accoglienza.
Non parla di storie finite, ma di domande che continuano a vivere.
È una soglia che si varca in silenzio.
È una chiamata al sentire.
È il tentativo di dirsi, e forse – con delicatezza – di ritrovarsi.
In cosa consiste
La mostra si sviluppa come un percorso immersivo: ogni opera è accompagnata da un QR code che permette di ascoltare, tramite la voce dell’attrice Valentina Bernardini (collaboratrice di SelkInk studio editoriale), un brano, sempre scritto da me, pensato per guidare l’esperienza di immedesimazione.
Selvatica

Selvatica si muove in un territorio di ritorno, ma senza nostalgia.
Le figure femminili che abitano questi disegni sembrano attraversare uno spazio sospeso, dove il confine tra umano, animale e paesaggio si assottiglia. Non cercano una forma definitiva: appaiono piuttosto in trasformazione, come se qualcosa stesse emergendo o dissolvendosi sotto lo sguardo.
La natura non è sfondo, ma presenza viva.
Gli animali non accompagnano: condividono.
Il corpo diventa luogo di passaggio, più che di rappresentazione.
Le poesie che accompagnano le immagini si avvicinano a una forma breve e rarefatta, affine agli haiku ma più viscerale e frammentata. Non spiegano, non descrivono: aprono. Si inseriscono come piccoli attraversamenti, lampi percettivi, sospensioni. Non descrivono i disegni, li continuano. O forse li precedono.
Insieme, testi e disegni costruiscono una traiettoria non lineare, fatta di soglie: tra memoria e oblio, tra ferita e nascita, tra istinto e riconoscimento.
Selvatica è un processo più che una raccolta.
Un disvelamento lento, a tratti scomodo.
Un invito a perdere orientamento per ritrovare direzione.
Non c’è narrazione lineare, ma una spirale: si entra dalla fine, si esce dall’inizio.
E nel mezzo, qualcosa si spoglia.
Più che offrire risposte, lascia affiorare una domanda:
cosa rimane quando cadono le forme apprese?
L’artista

Denise Sarrecchia è autrice, grafica e illustratrice. La sua ricerca si muove tra parola e immagine, con uno sguardo poetico rivolto ai moti interiori e all’immaginazione.
Tra le sue opere illustrate, Bonsai (2020) ha ricevuto una menzione al Premio Raffaele Artese, sostenendo con parte dei proventi l’associazione Afadoc, premiata a sua volta all’OMaR per la comunicazione sulle malattie e i tumori rari.
Fai pensieri felici (2022), scritto e illustrato da lei, è diventato una performance immersiva presentata a Sora e a Cetona, sul tema dell’ascolto e della condivisione.
La baia, ancora inedito, ha ricevuto nel 2023 una menzione al Premio Andersen – Baia delle Favole.
Denise è cofondatrice dello studio editoriale SelkInk, una piccola realtà digitale di servizi editoriali, attraverso la quale porta avanti il progetto LISA (acronimo di “Libri per un’istruzione solidale e accogliente), volto a favorire l’istruzione dei bambini dei paesi in via di sviluppo tramite la collaborazione con associazioni solidali internazionali.
È fondatrice del progetto Vitamina Scuola. Laboratorio sull’empatia e l’inclusione, un percorso formativo per insegnanti e bambini, realizzato in collaborazione con un team di psicoterapeute, pensato per rafforzare l’empatia, l’inclusione e contrastare il bullismo.
Da sempre disegna, ama l’arte, guarda film d’animazione, sognando di produrne, un giorno, uno tutto suo.