Scegliere il formato giusto

Quando si parla di formato si possono intendere essenzialmente due cose:

  • nell’industria editoriale è la dimensione del prodotto una volta finito, stampato e confezionato. Se si riferisce a un libro, il formato sarà la raffigurazione delle sue misure e, a tale proposito, si parlerà di formato finito.
  • Se invece ci si sposta nell’industria della carta, per formato si intende la misura del foglio di carta che la tipografia acquista dalla cartiera. In questo secondo caso, la definizione sarà quella di formato intonso o di formato grezzo.

Il formato della carta si basa su una norma fondamentale: se A è la larghezza di un formato, la sua lunghezza dovrà misurare A Ö2, ovvero il rapporto tra lato corto e lungo è uguale alla radice di due.

Rifacendoci ai prodotti editoriali, il loro formato standard è quello denominato A, di cui il formato A0 è quello di partenza.

Le sue misure non sono casuali, ma corrispondono esattamente alla superficie di un metro quadrato.

Nella necessità di avere delle regole precise sull’utilizzo di questi formati, ci si rifà alle norme UNI, le quali unificano i formati editoriali in tre serie:

  • la A
  • la B
  • la C

La prima è fondamentale, le altre due complementari.

  • La serie A è quella più comune e normalmente usata per i prodotti editoriali standard.
  • La serie B e la serie C sono invece utilizzate per i prodotti cartotecnici.

Volendo precisare ulteriormente, i formati B sono più grandi, mentre i formati C sono gli intermedi.

B0 = 1.000 x 1.414

C0 = 917 x 1.297

A0 = 841 x 1.189

Il formato più diffuso è l’A4 (210×297 mm).

Formato tascabile

Le misure di questo formato, solitamente, sono: 12×18 cm, 10×15 cm, 14×21 cm, 15×21 cm e 15×23 cm. Si tratta di un formato ideale per pubblicare romanzi, racconti e raccolte di poesie, dunque comodo e pratico, che consente al lettore di leggere il libro in qualsiasi momento e luogo.

 

Formato saggio

Le misure usate per questo tipo di formato, in genere, sono: 16×23 cm, 17×24 cm, A4 (21×29,7 cm), B5 (17,6×25 cm), 18×29 cm.

Contrariamente al tascabile, il formato del saggio è ideale per tesi di laurea, ricerche scientifiche e monografie.

 

Formato quadrato o orizzontale

I formati quadrati solitamente utilizzati sono: 15×15 cm, 16×16 cm, 18×18 cm, 19×19 cm e da 20×20 fino a 24×24 cm.

I formati orizzontali, invece, sono: 15×10 cm, 23×16 cm, 24×17 cm, 26×18 cm, A4 orizzontale (29,7×21 cm).

Si tratta di formati particolari, in genere utilizzati per stampare opere che contengono immagini oppure che richiedono un ampio spazio per le illustrazioni. Per esempio, si stampano su formato quadrato o orizzontale i book fotografici, i libri di ricette e i cataloghi d’arte.

 

Scelta del target

La scelta del formato è uno degli aspetti fondamentali che richiedono uno studio accurato del target e del contesto nel quale si colloca il prodotto; infatti dove e quando verrà aperta e sfogliata la pubblicazione cambierà enormemente in base alla tipologia di cliente o di lettore. Il pubblico a cui si rivolge la pubblicazione si presenta sempre diversificato, quindi avrà esigenze e stili di vita spesso opposti. Ad esempio un libro fotografico (per cui spesso si usa il formato orizzontale) destinato alla consultazione e allo studio scientifico non potrà essere di un formato troppo piccolo, proprio per dare maggiore rilevanza alle immagini e non compromettere la leggibilità di un testo che essendo magari molto fitto, non può avere un corpo troppo grande; di conseguenza il lettore di questo tipo di pubblicazione è anche disposto ad investire maggiormente sull’acquisto. Diversamente dai tascabili, dal formato piccolo, adatto alla lettura in qualsiasi luogo, facilmente conservati, economici e di grande diffusione.

 

 

Standard

I formati più comuni sono A4 (21 x 29,7 cm) e A5 (14,8 x 21 cm), la cui immensa diffusione li ha resi uno standard per la stampa di ogni tipo. Soprattutto per questo motivo il primo impatto è piuttosto neutro, in quanto sono “contenitori” adattabili a qualunque tipo di informazione. Ciò comporta pro e contro, proprio perché un progetto con questi formati non spiccherà per originalità, ma di contro la riconoscibilità può rivelarsi proprio l’aspetto vincente per un certo tipo di cliente che non ama confrontarsi con le sperimentazioni e preferisce avere a che fare con una veste più conservatrice.

 

Non standard

Parlando, invece, dei formati fuori standard, solitamente si presentano piuttosto grandi e tendenzialmente quadrati (quindi con una differenza meno marcata fra le dimensioni di base e altezza) oppure con una delle due dimensioni portata all’estremo (ad esempio un 25 x 45 cm).

Scegliendo questo tipo di formato, le informazioni devono essere ben distribuite e facilmente rintracciabili, dunque bisogna evitare che queste si perdano all’interno della pagina generando confusione e una funzionalità scadente.

Come già detto, il target a cui ci si rivolge determina la linea editoriale, quindi è chiaro che un formato di questo tipo ci indirizza verso un certo tipo di pubblico e di prodotto, sicuramente di alto livello. Ciò comporta indubbiamente dei costi aggiuntivi per stampa e legatoria, proprio perché si esce dalle soluzioni standard, ma può essere possibile che l’investimento venga ampiamente ripagato dal ritorno di immagine che ne consegue.

©Denise Sarrecchia

 

BIBLIOGRAFIA

  • David Bann, La stampa oggi. Tecniche, materiali, processi, Modena, Logos, 2010.
  • Mariuccia Teroni, Manuale di grafica e stampa, Milano, Apogeo, 2009.
  • Yolanda Zappaterra, Professione: grafico editoriale, Logos, Modena, 2008.
  • Giorgio Fioravanti, Il nuovo manuale del grafico, Bologna, Zanichelli, 2002.
  • Edimatica, Adobe InDesign CS5. Per impaginatori e grafici alle prese con libri ed ebook, Milano, Apogeo, 2010.
  • Giovanni Trezzi, Elisa Andreini, Photoshop CC. Fotografia, design, creatività, Milano, Apogeo, 2014.
  • Enrico Mistretta, L’editoria. Un’industria dell’artigianato, Bologna, Il Mulino, 2002.

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