Le Vestali – La collana dedicata alle donne

Scrivere sulla vita e le opere di Emily Dickinson sarebbe stato come ricalcare la Gioconda con della comunissima carta carbone.
Alle svariate edizioni che scavano nella sua vita traendone, a volte, qualche dettaglio in più, non ne serve un’altra che ribadisca l’excursus privato e poetico di questa splendida quanto enigmatica scrittrice americana. D’altronde, «l’abisso non ha biografi […], la verità è senza fondo, lei stessa è quasi invisibile».

Parola di Emily.

L’intento di questo testo è ben meno pretenzioso ma tutt’altro che debole e arrendevole.
Immaginate di trovarvi di fronte alla sua stanza e di spiarla per pochi istanti attraverso il buco della serratura…
Osservarla nei suoi momenti più intimi, di concentrazione profonda, di estasi segreta, di quella febbrile evanescenza concentrata tutta dentro quella camera, di cui ogni oggetto ne è impregnato: il letto in ferro battuto, la scrivania di fronte alla finestra, il lume dalla luce fioca, la carta da parati, i ritratti appesi al muro, come sentinelle affettuosamente ostinate da cui lei non volle mai separarsi.
Questo libro vuole essere una sequenza di immagini evocative, di estemporanee sul suo quotidiano, che dipingano, con acquerellata fermezza, quella profonda intimità, quell’enigmatica riservatezza dalle quali rubare, anche se solo per un attimo, l’eco di un’estasi da cui, silenziosamente, ella si fece travolgere.

Una selezione di poesie volta ad afferrare il concentrato dell’intensità di un suo attimo e non il ripieno didascalismo di una biografia già ampiamente indagata.
Generalmente, Emily Dickinson è “riconoscibile” per la sua reclusione e per le sue poesie “sempreverdi”, animate dalla pace dei sensi e naturalmente dalle pene di un amore non consumato. Ma lei è molto di più. È quella Donna che per la sua intensa vita spirituale, per i suoi interrogativi irrisolti ma soprattutto per il suo instancabile cammino sugli abissi dell’anima, ha trovato spazio nelle edizioni Simmetria.

Ed è con questo spirito, con questo messaggio di fascinosa complessità femminile che orgogliosamente dedico a Emily il primo numero de «Le Vestali», la nuova collana di Simmetria rivolta a quelle donne che hanno lasciato la loro ineffabile, coinvolgente e affascinante impronta femminile nella storia, nella scienza, nella filosofia, nell’arte e nella letteratura; colonne dello spirito, che hanno modificato con la loro grazia e la loro forza i destini dell’umanità. Da Ipazia a Cristina di Svezia, da Hildegard von Bingen a Teresa D’Avila, Da Margherita Porete a Maria Curie, e ancora da Virginia Woolf alle sorelle Brönte, da Beatrix Potter a Pocahontas, da Laghertha a Nakano Takeko… L’orizzonte si prospetta sconfinato. Ma la collana non nasce con uno spirito di rivendicazione; rievocare, ad oggi, un principio femminista sarebbe come porre sull’altare quel mortificante bisogno di rivalsa e di parità frainteso sia dalla società che, assai spesso, dalle stesse promotrici; stiamo parlando invece di “guerriere dell’anima femminile”, più forti dei pregiudizi, più del passato, più dell’ingannevole dubbio che le vede schiave di un ruolo inoffensivo ma fedeli al loro genere: esser Donne nella loro sensibilità nella potenza che le lega alla terra e alla magia della generazione.

Questa collana, appunto, va alla ricerca di alcune, fra le migliaia e migliaia di coraggiose amazzoni, donne straordinarie, che hanno dato alla storia umana un valore unico, perché stratificato e complesso, lontano da stereotipi e facili etichette; d’altronde, come affermò con ostinata convinzione la signora Woolf, «chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?».
Ecco «Le Vestali»: una stanza tutta per loro.

Denise Sarrecchia

 

Emily Dickinson«Il rosso è la normale tinta del fuoco,
ma chi osa guardare un’anima al calor bianco?»
Emily Dickinson

Avvicinarla è impossibile, innamorarsene inevitabile.
In quest’edizione, che racchiude frammenti della sua opera, una selezione di poesie, entriamo soavemente in casa Dickinson, dove Emily è nella sua stanza, e attraversando ogni spazio, ella si perde nell’estatico labirinto dei ricordi, tra infanzia e giovinezza, tra solitudine e passione, tra vita e morte.
Come un’infaticabile pellegrina, Emily cerca il suo posto nel mondo, senza accontentarsi di quello che le spetta, impossessandosi di una posizione scomoda agli occhi altrui, ma privilegiata, perché l’esclusione e l’autoemarginazione alle quali vota il suo destino sono i selvaggi monsoni che muovono le sue emozioni, degli amplificatori che le fanno sentire la vita, investendola di bellezza.

 

Descrizione del libro:

F.to 10,9×17,9 cm, bross. edit. edit. con bandelle,130 pp. su carta avoriata, 28 ill.ni in b/n.

La curatrice

Denise Sarrecchia nasce a Frosinone nel 1985. Vince nel 2003 il concorso sponsorizzato dalla Asl di Frosinone attraverso la realizzazione del manifesto “violenza sui minori”, e durante gli anni universitari approfondisce i suoi studi sulla letteratura per l’infanzia, laureandosi in Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma.
Ha partecipato a vari concorsi di poesia vincendone alcuni (Aletti Editore). Ha scritto tre romanzi e una raccolta di poesia inediti.
Ha pubblicato con Arbor Sapientiae il saggio Edizioni di classici. L’illustrazione nell’editoria per l’infanzia (2013, e nel 2015 la seconda edizione), Andersen e La sirenetta. Iconografia di una fiaba (1873-2013) (2014), e curatrice-autrice di Undine, di F. de La Motte-Fouqué, (2015). Dirige la collana «Il calamaio d’oro» (Arbor Sapientiae) dedicata alla storia dell’illustrazione e della grafica editoriale, e «Le Vestali» (Simmetria), dedicata alle donne.
Dal 2009, collabora con alcune case editrici come grafico.

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