Il calamaio d’oro: una collana, una bottega fantastica

Guardando il piano di collana de «Il calamaio d’oro», mi viene in mente una piccola libreria antica, nascosta in una delle stradine del centro. Una di quelle librerie in cui si respira odore di carta e di nascondigli segreti, di giocattoli abbandonati in soffitta e scrigni di legno chiusi da un’eternità.

Non sarebbe una libreria affollata e chiassosa ma un piccolo ritrovo dove chi varca la soglia sa apprezzare il valore del silenzio, un silenzio nel quale ascoltare tutte le avventure racchiuse in quelle pagine che sussurrano al cuore del “vero credente” ma che tacciono a chiunque altro.

È un luogo prezioso, una sorta di giardino segreto, dove non tutte le storie possono entrare, dove gli autori delle storie si conoscono davvero, dove non esistono le leggi di mercato o le strategie di marketing ma solo l’amore per i libri e chi si imbatte in questa libreria, annusa immediatamente l’odore di qualcosa di antico, di raro, di inesplorato che deve essere riesumato. Il lettore de «Il calamaio d’oro» è una sorta di archeologo dei libri, che non si accontenta di sapere che ha tra le mani un classico ma vuole scoprire la raffinata ragnatela che vi si trama dietro le quinte. Questo lettore è qualcuno che sa immaginare come Anna dai capelli rossi, che sa sentire il Natale come le sorelle March, che entra estatico nel visibilio iconografico delle illustrazioni vittoriane, che riconosce l’attendibilità di un ritratto rispetto alla storia che è sotto i suoi occhi… e non perché debba essere erudito, semplicemente deve amarli, deve credere nei libri come in un’amicizia infantile, sente commozione per ciò che è stato dato alla luce, è grato per quel colpo di fulmine che spesso lo possiede e che non lo lascia andare fino a quando quel libro non sarà suo.

  1. D. Salinger affermò: «Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che vuoi».

Ebbene sì, è questo quello che sento quando leggo il piano di collana de «Il calamaio d’oro». Una collana che racconta “a puntate” la storia dell’illustrazione nella sua poliedricità, evitando un taglio manualistico ma cercando sempre uno spunto inesplorato e innovativo su cui soffermarsi, monografie su artisti di importanza mondiale ma introvabili in Italia perché editi dall’editoria estera. Come ad esempio, la suggestiva e ammaliante corrente artistica della Golden Age of Illustration, nata in America intorno al 1880 e propagatasi poi in Europa; la collana ha accolto nel suo catalogo artisti come John Tenniel, Howard Pyle, Arthur Rackham, Edmund Dulac, Kay Nielsen e molti altri in un’analisi approfondita sulle illustrazioni ottocentesche e contemporanee della fiaba de La sirenetta, di H. C. Andersen (vedi il capitolo II.2. «Golden Age of Illustration», in Andersen e La sirenetta. Iconografia di una fiaba (1873-2013), Roma 2015), della ninfa Undine, di Friedrich de La Motte-Fouqué(vedi il capitolo «L’arte di Arthur Rackham. Ninfe a confronto: Undine e La sirenetta», in Undine, Roma 2015), dei classici dell’infanzia (vedi cap. V.3. «I padri di Alice: John Tenniel e Lewis Carroll», in Edizioni di classici. L’illustrazione nell’editoria per l’infanzia, Roma 2013, II edizione 2015), o la riedizione di illustrazioni di fine Ottocento per i libri di fiabe (Once Upon a Time. Fiabe dal primo Novecento inglese, disegni di Katherine Cameron, Roma 2014), e così via tanto altro.

Mi piacerebbe se per tutti coloro che leggono «Il calamaio d’oro», esso potesse essere un luogo sicuro in cui rifugiarsi, un posto appartato dove allontanarsi dal rumore del mondo, dove le storie che si leggono prendono vita, come ne La storia infinita, un luogo in cui la fine di una storia  è soltanto il principio di un nuovo inizio, di una catena che proprio i lettori creano, un legame tra questi sognatori sperduti che credono nella letteratura, nel valore dell’arte come metafora della vita e come un motivo per continuare a far crescere la catena, trasformandola in un ponte tra le anime.

Denise Sarrecchia

 

«Il calamaio d oro» nasce con l’intento di rendere omaggio a figure storiche nell’ambito dell arte, che hanno dato un contributo fondamentale all’editoria e alla percezione della letteratura.
Arbor Sapientiae è lieta di dare un volto iconografico e fonico ad ogni progetto editoriale, valorizzandolo con la creazione di booktrailer e video promozionali di eventi a tema.

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