“Gentili si diventa”: il nuovo progetto su Bonsai

Ci sono parole che scegli e parole che ti scelgono.
Gentili si diventa, pubblicato da Gemma Edizioni, appartiene a entrambe le categorie.

Quando ho iniziato a lavorare a questo opuscolo educativo pensato per bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni, insegnanti ed educatori, sapevo che non sarebbe stato solo un progetto editoriale. Sarebbe stato un gesto. Una presa di posizione. Un modo concreto per abitare, ancora una volta, un tema che mi attraversa da tempo: il bullismo, le sue ombre, le sue conseguenze silenziose.

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Il progetto, proposto da Gemma Edizioni, nasce all’interno della collana Intessere, una serie di opuscoli dedicati a temi importanti e necessari, di cui questo è il primo volume e la cui prefazione è stata a cura della Dott.ssa Alessandra Schietroma.

Chi conosce i miei progetti e i miei articoli sull’empatia e l’inclusione sa quanto io sia sensibile a questo tema. Non per moda, non per slogan. Per convinzione. Perché ho imparato che le parole possono ferire, ma possono anche salvare. E che spesso la differenza la fa qualcuno che decide di insegnare a usarle meglio.

Questo opuscolo nasce da Bonsai, che ho scritto e illustrato. La storia di Penny diventa il punto di partenza per un percorso più ampio: uno spazio sicuro in cui riconoscere le emozioni, dare loro un nome, attraversarle senza vergogna.

Le attività le ho pensate come strumenti concreti: esercizi di scrittura, disegno, questionari, momenti di riflessione che permettano di distinguere tra apparenza e vissuto interiore, di comprendere l’impatto delle parole, di rendere visibili i bisogni senza esporre chi li prova. Ho lavorato anche alla grafica e all’impaginazione, perché credo che la forma non sia mai neutra: uno spazio ordinato, accogliente, leggibile è già un modo per dire “qui sei al sicuro”.

Ho collaborato ai contenuti con un’idea precisa: non basta dire ai ragazzi di essere gentili. Bisogna offrire loro gli strumenti per diventarlo (oltre a dare il buon esempio, ovviamente). E bisogna dirlo anche agli adulti.

Ho scelto con convinzione questo titolo: Gentili si diventa. Perché troppo spesso sento giustificare l’asprezza con un’alzata di spalle: “Io sono così”. Come se l’irrispettosità fosse un tratto identitario intoccabile. Io credo fermamente il contrario. Credo che la gentilezza sia, sì, un valore che alcuni sembrano avere in modo naturale, ma anche una competenza che si può apprendere, allenare, rafforzare. Come si impara a leggere, a scrivere, a stare al mondo.

Contrastare il bullismo dentro e fuori dalla scuola significa lavorare sull’autostima, sul senso di appartenenza, sulla capacità di chiedere aiuto. Significa dire a un bambino che non è solo. Che non è sbagliato. Che il suo modo di essere non è un errore da correggere.

Sono fiera di aver collaborato a questo progetto. Non solo per il risultato editoriale, ma per l’intenzione che lo sostiene. In un tempo in cui l’aggressività viene spesso scambiata per autenticità, scegliere la gentilezza è un atto radicale.

E se è vero che non possiamo proteggere i ragazzi da ogni ferita, possiamo almeno insegnare loro che hanno diritto a essere trattati con rispetto. Possiamo mostrare che esiste un’alternativa alla durezza. Possiamo ricordare – prima a noi stessi, poi a loro – che diventare gentili non è debolezza. È responsabilità.

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L’Afadoc vince il Premio per la migliore Campagna di comunicazione Categoria non Professionisti grazie al Progetto Bonsai

Giovedì 2 dicembre, alle ore 16.30, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, si è svolta la VIII edizione del Premio OMaR per la Comunicazione sulle Malattie e i Tumori Rari.

È andato all’AFaDOC – Associazione di famiglie di soggetti con deficit Ormone della Crescita e altre patologie Rare – il Premio per la migliore Campagna di comunicazione Categoria non Professionisti grazie al Progetto Bonsai. Denise Sarrecchia, insieme a Cinzia Sacchetti, Presidente dell’Associazione, hanno ritirato il Premio.

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Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico

Questo è un libro dove il tempo e lo spazio sono sospesi.

Non c’è un’epoca o un luogo preciso da dove iniziare a raccontare. La storia comincia da un ricordo e finisce sbiadendosi in altri ricordi. Tuttavia non è un libro sui tempi andati o sui rimpianti. No. In questa storia, presente e passato si rincorrono inciampando l’uno nell’altro come bambini ai primi passi e ognuno si riflette nell’altro cercando se stesso. Ma non sempre si ha il tempo di distinguerne l’identità, perché a narrare la storia è un anziano signore, che, dall’inizio alla fine rimane in trance davanti al davanzale della sua finestra a guardare fuori un paesaggio che cambia dal giorno alla notte e si sa… gli anni di una vita sono un bagaglio intenso da rivisitare e per un anziano il tempo è un bambino dispettoso che sceglie liberamente se andare avanti o indietro. Continua a leggere “Dammi un cuore che ama e capirà quello che dico”

“Albero: esplosione lenta di un seme”

“Albero: esplosione lenta di un seme”.

Così Munari definiva un albero. E così è stato con il mio Bonsai.

Era già dentro di me chissà da quanto, poi un tardo pomeriggio di settembre è venuto alla luce esplodendo lentamente. Per me è qualcosa di più di un libro.

È un percorso di crescita, una metafora gentile che vuole celebrare il coraggio, l’empatia, l’accettazione e la potenza trascinatrice dell’immaginazione. Continua a leggere ““Albero: esplosione lenta di un seme””

Bonsai. Celebrazione della perfezione imperfetta

Penny ha 7 anni ed è alta 70 cm.
Da qualche parte dentro di sé, lei sa di essere speciale, di essere un dono, ma non si sente all’altezza del mondo reale, perché è costretta a giustificare il suo aspetto, perché i compagni di classe la prendono in giro, perché vive in una realtà in cui “essere all’altezza” vuol dire anche riuscire a toccarla, senza bisogno di stare sulle punte. Ma essere all’altezza è davvero una questione di centimetri?
Chiedetelo a un bonsai. Smetterete di vedere il mondo allo stesso modo. Continua a leggere “Bonsai. Celebrazione della perfezione imperfetta”

Un foglio bianco – Il libro che abbraccia

La ricerca della salvezza dalla follia della guerra, il superamento degli infiniti ostacoli, che sembrano via via impedire il raggiungimento della terra salvifica, sono narrati con linguaggio poetico e con delicatezza di sentimenti dal protagonista, un foglio bianco. Per la piccola Kalima, che lo stringe in mano, il foglio assume di volta in volta forme diverse, per proteggere, difendere, intrattenere, far sperare la sua amichetta spaventata, e diventare, infine, per lei, sia il legame materiale col suo passato, sia il supporto per fissare, con un mozzicone di matita, il segno dei ricordi, sui quali costruire la sua nuova vita. Continua a leggere “Un foglio bianco – Il libro che abbraccia”

Racchiusa in “Un foglio bianco”

Sono Denise, ho 33 anni e da sempre ho una doppia vita.

Una è quella in cui tengo ben saldi i piedi per terra, mi guadagno da vivere saltando da un ufficio all’altro, scrivo sull’agenda qualsiasi cosa debba fare durante il giorno per paura di scordarmi; prendo più treni io di un controllore ferroviario e quando perdo la capacità di pensare mi affido alle serie tv, ne ho una per ogni stato d’animo. Mi piacciono i libri, il cinema, i dolci, i paesi nordici e da sempre ho una venerazione per la Disney. Continua a leggere “Racchiusa in “Un foglio bianco””

Robinson Crusoe. Reportage illustrato di un naufrago

Il 17 aprile 1719, esattamente 300 anni fa, venne pubblicato Robinson Crusoe, il grande capolavoro dello scrittore londinese Daniel Defoe.

Egli trascorse la sua esistenza a sfuggire dai debiti, per questo la sua produzione editoriale fu febbrile. Quando compose Robinson Crusoe, Defoe era già sessantenne e anche se l’opera non lo rese ricco, essa raggiunse un successo universale e senza tempo, vantando, infatti, di essere l’unica con il maggior numero di edizioni, dopo la Bibbia. Continua a leggere “Robinson Crusoe. Reportage illustrato di un naufrago”

HANS CHRISTIAN ANDERSEN. La vita di un soldatino di stagno

Un giorno, a Copenaghen, vidi entrare nella mia stanza un giovanotto d’alta statura, le cui maniere timide e impacciate, l’andatura un po’ pesante, avrebbero potuto dispiacere ad una giovinetta, ma il suo sguardo carezzevole e la fisionomia aperta e schietta ispiravano di primo acchitto una grande simpatia.

X. Marmier, La vie d’un poète

 

Leggi l’estratto HANS CHRISTIAN ANDERSEN. La vita di un soldatino di stagno [dal libro Andersen e La sirenetta. Iconografia di una fiaba (1873-2013)]

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Tra la parola e l’immagine

(Intervista di Emiliano Ventura)

Leggi l’intervista su

Sbam!Comics (p. 140) Continua a leggere “Tra la parola e l’immagine”